Giornata di studio con Agostino Granati

Per le celebrazioni del 50° Anniversario della Accademia di Belle Arti L’Aquila , La Scuola di Scenografia organizza una serie di Incontri con i Professionisti della Scenotecnica e della Illuminotecnica a cura della Cattedra di scenotecnica e Illuminotecnica Prof. Umberto Di Nino 

Lunedì 4 marzo 2019 alle ore 10, si svolgerà in Accademia presso l’aula 11, una Giornata di Studio con AGOSTINO GRANATI Capo Reparto Macchinisti del Teatro dell’Opera di Roma.

Agostino Granati ci parlerà attraverso foto , documenti di come è fatto il Palcoscenico del Teatro dell’Opera di Roma e ci racconterà trucchi, segreti di uno dei Teatri più importanti al mondo. Ci parlerà delle difficoltà di montaggio, dei cambi di scena di una Opera Lirica.

 

 

Agostino Granati bio

Capo Reparto Macchinisti del Teatro Opera di Roma, macchinista di scena teatrale e costruttore scenografico.

Ha collaborato con molti laboratori scenografici per la realizzazione e montaggio di scene per opere teatrali, balletti, prosa, cinema e programmi televisivi.

Ha lavorato nei teatri di, Tokio, Mosca, Parigi, Londra, Buenos Aires, Malmo e Valencia sia in tournée che come assistente al montaggio di scene.

Ha seguito come assistente dell’Opera di Roma i lavori di ammodernamento dell’area tecnica superiore del palcoscenico eseguiti dalla Dari Automazioni.

  

 

Giornata di Studio presso la VIDEA STUDIOS

INCONTRI

di Scenotecnica e Illuminotecnica

il 26 febbraio 2019 gli studenti della Scuola di Scenografia saranno condotti dal Prof. Umberto Di Nino , Cattedra di Scenotecnica e Illuminotecnica presso gli studi VIDEA STUDIOS in via Livigno 50 Roma.

Grazie alla disponibilità, della Direzione della VIDEA i nostri studenti avranno la possibilità di  guardare il Centro di Produzione  e interagire con le maestranze , i tecnici e gli artisti presenti per una giornata di Studio sulla Scenografia Cinematografica.

Videa Studios possono vantarsi di una tradizione gloriosa, essi infatti raccolgono la preziosa eredità di quel cinema d’autore fatto di pignoleria professionale e di passione artigiana di cui Franco Cristaldi fu sostenitore e che ha contribuito a imporre il cinema italiano nel mondo. Nel 1962 il mitico produttore installa qui la sua Vides Cinematografica ospitando grandi set del cinema italiano.

Gli stabilimenti si estendono lungo un territorio immerso nel parco della riserva naturalistica di Veio: 60 ettari di bosco, che alterna un ampio backlot a strutture attrezzate che si prestano ad ogni tipo di esigenza.

Tutto ciò fa di Videa Studios un luogo unico nel suo genere per chi vuole lavorare fuori dal caos cittadino, senza rinunciare tuttavia ad ogni sorta di tecnologia avanzata e con la possibilità di operare con la serenità e il confort che i nostri servizi possono offrire.

15.000 m² di superficie coperta composti da 7 teatri di posa, completi di servizi e locali accessori, camerini, sale trucco, sartorie ed attrezzerie, dotate delle tecnologie più aggiornate con un personale specializzato per soddisfare ogni tipo di esigenza. La struttura è, inoltre, arricchita da un reparto specifico dedicato alla realizzazione di rifinite scenografie grazie ad un personale altamente qualificato e ad apparecchiature tecniche specifiche.

 

Studios

 

L’arte cinematografica di Bernardo Bertolucci, tra Poesia, Fotografia e Scenografia

La Cattedra di Scenotecnica e Illuminotecnica  in sintonia con la Cattedra di Scenografia,  promuove un ciclo di incontri e proiezioni dedicati a Bernardo Bertolucci, recentemente scomparso.

Gli incontri  dal titolo L’arte cinematografica di Bernardo Bertolucci, tra Poesia, Fotografia e Scenografia è una rassegna che nasce in collaborazione con l’Istituto Cinematografico dell’Aquila “La Lanterna Magica”  e che si concretizzeranno nei giorni di lunedì mattina  in Teatro per 4 appuntamenti.

 

INCONTRI DI SCENOTECNICA E ILLUMINOTECNICA

La Cattedra di Scenotecnica e Illuminotecnica  in sintonia con la Cattedra di Scenografia,  promuove una serie di incontri , conferenze e conversazioni fra  Professionisti, Tecnici, Scenotecnici, Light Designer e gli studenti della Scuola di Scenografia. Gli incontri saranno svolti in aula 11 o in Teatro con  dimostrazioni Teorico-Pratiche e presso Studios, Aziende, Atelier , Studi di Progettazione e Realizzazione Scenografica leader del mercato.

 

AMORE AMARO – Intervista su Onda TV

Monologhi per voce femminile sull’Amore

Dal teatro dell’Accademia una intensa intervista sullo spettacolo.

Brani tratti da
Febbre  di Sarah Kane
Beatrice di Stefano Benni
Lettera di una sconosciuta di Stefan Zweig

Con
Lorena Canaletti
Scenografia, Costumi, Light Design
Ideati e realizzati da

Lorena Canaletti, Carmen Di Marco, Maria D’Intino, Caterina Di Virgilio,Erica Priori, Federica Marinelli,Augusto Renzi.

Adattamento e regia
Umberto Di Nino

 

 

 

Note sullo spettacolo amore amaro

AMORE AMARO PÀTHEI MÀHTOS

Note per AMORE AMARO

Un Amore amaro, paronomasia giusta per esprimere un sentimento contraddittorio nella bellezza di una dichiarazione d’amore che scrive nella semplicità della vita quotidiana. Nel coraggio di tre donne che vivono e amano lo stesso sentimento eppure con epiloghi così diversi. Un sentimento, l’èros, leitmotiv della letteratura, della poesia e dell’arte tutta, che poeticamente si scontra con la realtà, sospesa nello spazio onirico del palcoscenico dove il qui ed ora si racconta e diventa vero.

Tre monologhi a dar voce le sfumature di un amore prima passionale poi ironico e infine drammatico .

Tre donne apparentemente in tempi e spazi lontani unite dal fil rouge dell’amore.

Crave, il titolo originario del primo monologo di Sarah Kane, tradotto letteralmente in febbre, bisogno, desiderio, fama di, sete di, voglia, ansia, bramosia, frenesia, smania. Vicky Featherstone, regista del primo allestimento del testo, sottolinea come l’opera fosse per Sarah Kane un testo sul bisogno d’amore e sul desiderio.

Ed è proprio il bisogno di amore a restituirci una Beatrice di Stefano Benni, come mai l’avremmo immaginata. Sarcastica e ironica, in un toscano verace risponde ai gentili versi in volgare della Divina Commedia di Dante. Non più angelicata, ci descrive la condizione femminile nel medioevo, l’esigenza di un amore concreto e non troppo ideale come quello dantesco. Sbeffeggiando i celebri versi della VITA NUOVA: “Tanto gentile e tanto onesta pare”, ci restituisce il ritratto di una donna pragmatica, annoiata dal romanticismo ante litteram del celebre poeta.

Ambientato in una Vienna mitteleuropea di inizio novecento, Lettera da una sconosciuta di Stefan Zweig come in un’immagine riflessa allo specchio, dipinge il ritratto di una donna ardente e viva, e al tempo stesso immateriale, come una musica lontana.

In una riscrittura asciutta e onirica la sconosciuta ha la levatura morale di un personaggio tragico, e la passione di un’eroina romantica, sempre in bilico tra il sacrificio per l’amato e l’eccesso d’amore. Da qui lo spunto per il sottotitolo, la celebre citazione tratta dall’Antigone di Eschilo: pàthei màthos.

Attraverso il dolore, la conoscenza.

Il dolore ha un importante ruolo educativo perché il senso del tragico si può trovare solo quando si ha a che fare con veri valori e vere passioni dell’animo umano: col pensiero debole e il relativismo non può esserci tragedia e affinché possa manifestarsi un avvenimento tragico è necessario che il protagonista sia dotato di un carattere ben determinato e consapevole  e quindi ricco di valori e passioni radicate e per ciò capaci di muovere dal profondo parole ed azioni in quanto «senza azioni non vi può essere tragedia» ricorda Aristotele nella Poetica.  

L’eroe tragico infatti è colui che ,anche se nella collisione tragica non può evitare di sbagliare, grazie al suo destino conosce se stesso. In un ossimoro,paradossalmente, La sconosciuta è colei che conosce e riconosce se stessa. È una donna moderna, forte, complessa, sicura di sé, indipendente, consapevole dei suoi sentimenti e del suo corpo desiderante, capace di scindere la sessualità dall’amore che si affaccia sugli abissi dell’animo femminile e lo guarda con tenacia e coraggio.

La sua storia si articola in sei snodi drammatici ed emotivi, ognuno dei quali è caratterizzato da un’immagine.

Immagini come fotografie di ricordi di cui un uomo non rammenta nulla e di cui una donna innamorata rivive tutto, ogni singolo dettaglio.

 

amore amaro locandina

ACCADEMIA BELLE ARTI LAQUILA

SCUOLA DI SCENOGRAFIA

Cattedra di Scenotecnica e Illuminotecnica Prof. Umberto Di Nino

Con la collaborazione

Cattedra di Scenografia Proff. Alessandro Zicoschi e Daniela Di Scerni

presenta

 

AMORE AMARO

PÀTHEI MÀHTOS

Monolghi per voce femminile sull’Amore

 

Brani tratti da

Febbre

Sarah Kane

Beatrice

Stefano Benni

Lettera di una sconosciuta

Stefan Zweig

 

 

Con

Lorena Canaletti

Scenografia, Costumi, Light Design

Ideati e realizzati da

Lorena Canaletti, Carmen Di Marco, Maria D’Intino,

Caterina Di Virgilio,Erica Priori,

Federica Marinelli,Augusto Renzi.

Adattamento e regia

Umberto Di Nino

 

 

12 giugno 2018 ore 17.00 13 Giugno 2018 ore 17,00

 

TEATRO dell’ACCADEMIA

 

Via Leonardo da Vinci 1

(Fronte Movieplex  )

Lo spettacolo è a invito.